La Sua Storia


La sua storia
I primi cenni storici di questa imponente struttura si hanno intorno all’anno 1000 che la rivelano torre di fortificazione del Principato di Vercelli, come riportato dallo storico Carlo Dionisotti.
Nel corso dei secoli è stata poi destinata a diversi utilizzi; verso al 1500 pare per esempio che ne fu fatto un convento, ancora oggi abbiamo una bellissima chiesetta consacrata con il suo campanile.
Grazie alla paziente opera di Renzo Martinotti, amico e grande appassionato della storia delle sue terre, sono stati rinvenuti nell’archivio storico del Comune di Pontestura vari passaggi di proprietà a partire dalla fine del 1500.
Nel 1752 sarà la Famiglia Morelli ad acquistare Cascina Smeralda e a rimanervi sino a fine 1800.
Nostro desiderio è di dedicare loro presto una galleria quale famiglia che, fino ad ora, ha vissuto per più anni consecutivi qui in Cascina.
Sarà poi nel 1896 che i fratelli Martinotti Carlo, Giovanni, Alessandro e Alberto diverranno proprietari di questa dimora e ne faranno una tenuta agricola passandola in eredità da padre in figlio.
Quattro generazioni dopo la caparbietà e il grande amore per la sua terra porteranno Mauro Martinotti, pronipote di Alessandro e figlio di Marco, a trasformare la cascina in agriturismo nel rispetto della natura e della civiltà contadina; dopo la ristrutturazione durata due anni, il 21 marzo 1993 l’Agriturismo Cascina Smeralda viene inaugurato.

La leggenda racconta
C’era una volta una villa meravigliosa che sorgeva tra Coniolo e Vialarda, abitata da una nobile marchesa il cui nome era Esmeralda.
La villa aveva grandi cucine, magnifici saloni e anche una piccola chiesetta col soffitto affrescato di blu trapuntato di stelline in oro; una grata sulla parete in alto a destra della cappella permetteva alla marchesa di assistere alla S. Messa senza essere vista dai suoi contadini che abitavano la parte rustica dei fabbricati.
Tutto intorno alberi di alto fusto e fitta vegetazione nascondevano la sontuosa dimora dalla curiosità dei viandanti, solo il campanile della chiesetta svettava alto verso il cielo e i rintocchi della campana scandivano il lento trascorrere delle stagioni.
Davanti alla sua tenuta Esmeralda godeva di un meraviglioso laghetto immerso tra oleandri profumati, un fattore della villa attendeva la marchesa per condurla con una piccola barca a remi al centro dello specchio d’acqua dove sorgeva un piccolo promontorio con gazebo sotto il quale veniva servita una gustosa merenda pomeridiana.
La nobile amava passare le sue giornate facendo piacevoli passeggiate lungo i vialetti fioriti o raggiungendo in carrozza prima il torrente Stura e poi il grande PO.
La vita a quei tempi era molto piacevole per la marchesa ma qualche cosa, se pur lentamente, stava cambiando.
La marchesa scomparve qualche anno più tardi e la proprietà venne acquistata da un giovane coniolese dalla mentalità più imprenditoriale che contadina: Giacomo Martinotti.
Grazie a lui per i primi anni dopo la marchesa Cascina Smeralda visse ancora nel suo splendore poi, la prima e in seguito la seconda guerra mondiale, costrinsero Giacomo Martinotti a farne una tenuta agricola, anche per poter dare un lavoro ai tre figli maschi.
Vennero venduti quadri, mobili, oggetti preziosi e libri di grande valore; anche la chiesetta fu spogliata del suo altare e trasformata in un deposito di granaglie.
Giorno dopo giorno Cascina Smeralda ha osservato il trascorrere delle vite e delle generazioni, ha visto il sudore e la fatica nei campi, ha udito campane richiamare gli uomini a pranzo tutti insieme intorno alla stessa tavola, ha annusato il dolce profumo del pane appena cotto nel grande forno nel cortile. E’ sempre stata lì, ospitale e accogliente.

due immagini prima e dopo i lavori di ristrutturazione

 

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